Quasi ogni visitatore del British Museum finisce per fermarsi davanti a una lastra scheggiata di granodiorite grigio-rosa, grande più o meno quanto un tavolo, ricoperta da tre blocchi di scrittura fitta. Quasi nessuno saprebbe indicare dove fu ritrovata. La Stele di Rosetta prende il nome da una città che la maggior parte dei viaggiatori in Egitto non visita mai, un tranquillo porto del Delta del Nilo che gli egiziani chiamano Rashid, e che i soldati francesi che vi si imbatterono per caso nel 1799 conoscevano con il suo più antico nome europeo: Rosetta.
È uno dei migliori incidenti della storia. Un semplice frammento di roccia spezzata, dissotterrato da soldati intenti a rinforzare il muro di un forte, ha finito per fare più di qualsiasi spedizione precedente o successiva per svelare la civiltà dell'antico Egitto, e la modesta cittadina in cui ciò accadde è rimasta, nei due secoli successivi, quasi interamente fuori dai riflettori.
Un Incidente, un Muro di Forte, e un Ufficiale che se ne Accorse
Napoleone Bonaparte invase l'Egitto nel 1798, portando con sé, oltre all'esercito, un'accademia itinerante di studiosi e scienziati, con ambizioni ben oltre la semplice conquista militare. Nel luglio 1799, alcuni soldati agli ordini dell'ufficiale francese Pierre-François Bouchard stavano rinforzando le difese di un forte vicino a Rashid quando dissotterrarono una lastra di pietra spezzata, inglobata in un muro più antico. Bouchard riconobbe immediatamente che le iscrizioni che la ricoprivano erano insolite, e la fece mettere da parte invece di utilizzarla come materiale di costruzione.
Ciò che rendeva la stele straordinaria divenne chiaro poco dopo: lo stesso decreto, emesso nel 196 a.C. durante il regno di Tolomeo V, era stato inciso in tre scritture: geroglifica, demotica e greco antico. Poiché gli studiosi sapevano già leggere il greco, la stele offrì all'egittologia qualcosa che non aveva mai avuto prima: un punto d'accesso. Ci sarebbero comunque voluti più di due decenni di meticoloso lavoro comparativo da parte dello studioso francese Jean-François Champollion per decifrare completamente la scrittura geroglifica, ma la Stele di Rosetta fu la porta attraverso cui vi riuscì.
Il Forte Dove Tutto Accadde, Ancora in Piedi a Rashid
Il forte stesso, noto ai francesi come Fort Julien e localmente come Cittadella di Qaitbay di Rashid, si erge ancora sulla sponda occidentale del ramo di Rosetta del Nilo, una struttura tozza e consunta di pietra chiara, oggetto negli ultimi anni di un lento e costante restauro. È un monumento vivo più che un pezzo da museo: qui non è esposta alcuna ricostruzione della stele, e l'originale non ha lasciato Londra dal suo arrivo nel 1802, in seguito alla sconfitta francese in Egitto per mano britannica e ai termini della resa.
Stare proprio in quel punto porta con sé un peso diverso dal semplice leggerne. Non si tratta di una scena ricostruita per i turisti; è la muratura reale che un gruppo di soldati stava riparando in una giornata di luglio altrimenti ordinaria, quando uno di loro colpì una pietra che non apparteneva a quel muro.
Visitate la Città Stessa
La stele è partita per Londra due secoli fa, ma il forte dove fu trovata, e le case dei mercanti costruite nella stessa epoca, sono ancora in piedi a Rashid. Questa gita di un giorno di Egypt Sun Travel vi ci porta.
Una Città che Merita di Essere Vista per Motivi che Nulla Hanno a che Fare con la Stele
L'altro vanto di Rashid precede la stele di secoli. Durante il periodo ottomano, la città si arricchì diventando uno dei principali porti commerciali mediterranei d'Egitto, e quella prosperità è ancora visibile nella sua architettura: decine di case di mercanti costruite con fasce alternate di mattoni rossi e pietra nera, con elaborate grate di legno intagliato (mashrabiya) che sporgono sopra stradine strette, uno stile architettonico così tipico di Rashid che raramente compare altrove in Egitto con questa concentrazione.
Percorrere oggi quelle strade significa passare sotto minareti e facciate residenziali che hanno cambiato aspetto a malapena da ben prima dell'arrivo dei soldati di Bouchard, in una città che funziona ancora come una comunità autentica e vissuta, non come un quartiere conservato per i visitatori.
Perché così Pochi Viaggiatori Fanno il Viaggio
Parte del motivo per cui Rashid resta fuori dalla maggior parte degli itinerari è semplice geografia: si trova a circa 65 chilometri a est di Alessandria, nella direzione opposta rispetto a Il Cairo e al classico percorso della valle del Nilo verso sud, il che la rende un'aggiunta piuttosto che una tappa lungo la strada verso altrove. Parte del motivo sta anche nelle aspettative: i viaggiatori che cercano «la Stele di Rosetta» scoprono rapidamente che ha lasciato l'Egitto nel 1802, e presumono, ragionevolmente ma erroneamente, che non sia rimasto nulla da vedere nel luogo del ritrovamento.
Ciò che questa supposizione non coglie è tutto il resto che la città offre: il forte stesso, il quartiere mercantile ottomano, e una versione del Delta del Nilo che la maggior parte degli itinerari egiziani, costruiti intorno a Il Cairo, Luxor e il Mar Rosso, non toccano mai.
La Scoperta che Ha Superato la Propria Città
C'è un'ironia particolare nel fatto che una singola lastra di roccia spezzata sia diventata più famosa del luogo in cui fu ritrovata, portata via verso una città che i suoi scopritori non avevano mai visto, mentre la città stessa tornava tranquillamente a essere un porto del Delta. Il nome di Rashid resta ormai permanentemente legato alla chiave che ha svelato la scrittura dell'antico Egitto, anche se la città stessa rimane uno degli angoli meno visitati del paese: una scoperta che ha cambiato il modo in cui il mondo legge i geroglifici, in un luogo che il mondo per lo più ha dimenticato di visitare.